progettazione partecipata

Luigi Bobbio

09/10/2017
di Marianella Sclavi
Luigi Bobbio: siamo diventati amici nei corridoi della Federazione torinese del Psiup nel 1968. Seduti per terra, in attesa dell’arrivo...
Luigi Bobbio: siamo diventati amici nei corridoi della Federazione torinese del Psiup nel 1968. Seduti per terra, in attesa dell’arrivo di Pino Ferraris, segretario vulcanico e trascinatore. Piaceva ad entrambi raccogliere e raccontare episodi inediti delle “lotte” di cui facevamo parte, dando valore a esperienze e sentimenti ideologicamente “fastidiosi e marginali”. Ridere di noi stessi,... Read more »
Luigi Bobbio: siamo diventati amici nei corridoi della Federazione torinese del Psiup nel 1968. Seduti per terra, in attesa dell’arrivo di Pino Ferraris, segretario vulcanico e trascinatore. Piaceva ad entrambi raccogliere e raccontare episodi inediti delle “lotte” di cui facevamo parte, dando valore a esperienze e sentimenti ideologicamente “fastidiosi e marginali”. Ridere di noi stessi, ridimensionare le gesta senza abbandonare le mete e le speranze.
 
Poi l’ho visto al lavoro, era un faro: sapevi che anche nelle riunioni e discussioni più incasinate, lui a un certo punto avrebbe preso la parola per “fare la sintesi” e tutti saremmo rimasti sorpresi di essere stati nel complesso più intelligenti di quello che fino a quel momento avevamo creduto.
 
Un leader naturale, nel senso più anglosassone possibile della parola, la limpidezza di pensiero associata alla gradevolezza umana.
 
Ancora non ci credo che se ne sia andato, e sono sorpresa da quanto mi sento straziata. E al tempo stesso ho il dubbio che questo modo di andarsene discreto, in fondo elegante, che lascia tutti spiazzati, gli assomigli molto. Mi sa che da dove è, ci guarda sorridendo.
 
E siccome abbiamo la stessa età (credo fosse nato due o tre mesi prima di me) di nuovo, come spesso mi è successo in passato, un po’ lo invidio e un po’ mi chiedo se anche in questo non mi converrebbe imparare qualcosa da lui.
 

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Corso per facilitatori in Sardegna

26/04/2017
di Agnese Bertello
Ascolto Attivo va in tournée in terra sarda.  Da luglio 2017 a novembre 2017, presso la Casa per la Pace...
Ascolto Attivo va in tournée in terra sarda.  Da luglio 2017 a novembre 2017, presso la Casa per la Pace di Ghilarza (OR), si terrà il Corso per facilitatori. Si tratta di 5 appuntamenti residenziali, dal venerdì pomeriggio alla domenica mattina, in cui approfondiremo tecniche, metodi, esperienze di facilitazione, gestione creativa dei conflitti, progettazione partecipata.... Read more »

Ascolto Attivo va in tournée in terra sarda. 
Da luglio 2017 a novembre 2017, presso la Casa per la Pace di Ghilarza (OR), si terrà il Corso per facilitatori. Si tratta di 5 appuntamenti residenziali, dal venerdì pomeriggio alla domenica mattina, in cui approfondiremo tecniche, metodi, esperienze di facilitazione, gestione creativa dei conflitti, progettazione partecipata.
L’obiettivo è creare una rete di facilitatori, di leader facilitativi, capaci di sostenere la crescita delle comunità territoriali, nella loro specificità, favorendo innovazione sociale e culturale.

L’intero corso costa 650 euro, comprensivi di alloggio. I singoli appuntamenti invece costano 2oo euro.
Per maggiori informazioni e iscrizioni: tinafadda@tiscali.it

Scarica la locandina

 

 

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Gestione dei conflitti, didattica laboratoriale

27/07/2016
di Agnese Bertello
In collaborazione con l’associazione Paesaggi Educativi, Ascolto Attivo ha proposto a insegnanti, educatori e chiunque lavori nella scuola, un laboratorio residenziale...
In collaborazione con l’associazione Paesaggi Educativi, Ascolto Attivo ha proposto a insegnanti, educatori e chiunque lavori nella scuola, un laboratorio residenziale di tre giorni dal titolo “Gestione Creativa dei Conflitti e didattica laboratoriale”. Il laboratorio, che ha coinvolto una trentina di persone, si è svolto a San Giovanni in Galilea, in provincia di Rimini, dal 20... Read more »

In collaborazione con l’associazione Paesaggi Educativi, Ascolto Attivo ha proposto a insegnanti, educatori e chiunque lavori nella scuola, un laboratorio residenziale di tre giorni dal titolo “Gestione Creativa dei Conflitti e didattica laboratoriale”.

Il laboratorio, che ha coinvolto una trentina di persone, si è svolto a San Giovanni in Galilea, in provincia di Rimini, dal 20 al 22 luglio 2016.
Tre giorni intensi di condivisione di esperienze e di riflessioni che si sono articolati intorno al nodo centrale, quello delle relazioni a scuola, alla gestione creativa dei conflitti, alla progettazione partecipata e all’Open Space Technology come strumenti nuovi per favorire il protagonismo e il mutuo apprendimento.

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Ex-fonderie di Modena

26/06/2016
di Agnese Bertello
Nel 2006 il Comune di Modena decide di recuperare le ex fonderie (44.000 m2 complessivi, 22.000 m2 di superficie coperta)...
Nel 2006 il Comune di Modena decide di recuperare le ex fonderie (44.000 m2 complessivi, 22.000 m2 di superficie coperta) ormai dismesse. Il primo progetto di riqualificazione prevedeva la realizzazione di uffici comunali e di nuovi edifici residenziali. Il progetto però non è piaciuto ai cittadini che ritenevano le Ex-fonderie un luogo che faceva parte... Read more »

Nel 2006 il Comune di Modena decide di recuperare le ex fonderie (44.000 m2 complessivi, 22.000 m2 di superficie coperta) ormai dismesse.
Il primo progetto di riqualificazione prevedeva la realizzazione di uffici comunali e di nuovi edifici residenziali. Il progetto però non è piaciuto ai cittadini che ritenevano le Ex-fonderie un luogo che faceva parte della storia della città, un simbolo importante (durante alcuni scioperi, nel 1950, 6 giovanissimi lavoratori furono uccisi dalla polizia) e che dunque meritava un progetto più significativo. Per questo, il Comune sceglie di avviare un percorso di progettazione partecipata che viene affidato ad Ascolto Attivo.

Il percorso, attraverso una fase di outreach, visite allo stabilimento, mostre su esperienze analoghe a livello internazionale, OST, tavoli del Confronto Creativo, arriva alla messa a punto di una proposta unica condivisa che prevede la creazione all’interno delle ex-fonderie del DAST (Design, Arts, Science & Technology), un centro interdisciplinare e multiculturale.

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