conflitti ambientali

Conflitti ambientali tra mediazione e facilitazione

14/11/2019
di Agnese Bertello
La mediazione è un’opzione da prendere in considerazione per la gestione delle controversie ambientali? Intervista a Stefania Lattuille
La mediazione è un’opzione da prendere in considerazione per la gestione delle controversie ambientali? Intervista a Stefania Lattuille

La mediazione è un’opzione da prendere in considerazione per la gestione delle controversie ambientali? Quali possono le concrete possibilità in questo specifico settore?
Intervista a Stefania Lattuille, pubblicata su Blogmediazione

Le controversie ambientali si prestano ad essere gestite in mediazione?
Assolutamente sì. Si tratta di vicende complesse ed è opportuno conoscere le peculiarità del settore e le particolari criticità per sapere come affrontarle, ma percorsi di confronto e negoziato sono in realtà l’ideale per gestire i conflitti in materia ambientale. Nei vari casi che ho seguito, è stata sempre salutata con favore, e poi decisamente apprezzata, l’apertura di un tavolo di scambio di informazioni, dialogo costruttivo e tentativo di risoluzione della controversia. In due casi radicati da parecchi anni in sede giudiziaria civile, penale e amministrativa, al primo o secondo incontro i partecipanti si sono proprio chiesti come mai non si fosse organizzato prima di allora un tavolo di confronto. Tavolo che, nella prassi, non si apre ‘spontaneamente’ per varie ragioni e che comunque necessita, a mio avviso, di un facilitatore/organizzatore, fosse solo per il rilevante numero delle persone/enti coinvolti e per la complessità delle fattispecie e della materia trattata.

La tua esperienza come facilitatrice quanto pesa nel gestire questo genere di vicende?
Occupandomi, con Ascolto Attivo, anche di progettazione partecipata (ossia di quei percorsi in cui gli enti pubblici coinvolgono i cittadini nelle decisioni relative al loro territorio, che si tratti di riqualificazione di stabili o quartieri o di realizzazione di impianti invisi) ho indubbiamente portato nelle mediazioni ambientali principi e metodologie proprie di quella che viene chiamata, in tali ambiti, ‘facilitazione’. I compiti di un bravo facilitatore sono parecchi: saper gestire gli incontri con un numero rilevante di persone ‘in lite’, preoccuparsi che agli incontri ci siano tutte le voci che devono essere ascoltate, fare il giro completo del tavolo per sentirle quelle voci e dare risposte a tutte le domande, facilitare il confronto in presenza e la comunicazione anche tra un incontro e l’altro, mantenere l’attenzione sulla simmetria informativa, sulla concretezza e sulla verifica dello stato dei luoghi in compresenza, coinvolgere i tecnici a vario titolo incaricati quali consulenti della procedura, riuscire a fare convergenza nonostante le tante voci e le molte questioni… Insomma è un gran bel lavoro, che dà frutti preziosi, e quindi grande soddisfazione, anche per l’importanza degli interessi in gioco e dei valori sottesi da perseguire. Peraltro è possibile attrezzarsi e acquisire competenze e tecniche in materia di facilitazione. A Milano c’è un Master Facilitatori –che coordino con Gerardo de Luzenberger- in partenza ora con la nuova edizione a gennaio prossimo; più in breve, proprio in CAM, sono programmate per i primi di dicembre due giornate di formazione su questi temi.

Molte di queste situazioni conflittuali coinvolgono enti pubblici. Quali sono le specifiche necessità di queste parti?
E’ un tema che meriterebbe ben altro spazio. Lo stereotipo più comune è che il pubblico amministratore faccia poco e crei problemi inesistenti. Nella mia esperienza ho incontrato pubblici amministratori fattivi e desiderosi di risolvere le questioni portate in mediazione ma costretti, da una parte, dai lacci e lacciuoli di una burocrazia e legislazione davvero faticosa; dall’altra, dal peso dell’assunzione di responsabilità derivante dal siglare una transazione che regga al controllo dell’ente e della cittadinanza che rappresentano e al vaglio della giustizia contabile. Uno degli aspetti positivi delle procedure di mediazione ambientale è proprio che tutte le parti che vi partecipano hanno così modo di comprendere e verificare dove siano i problemi e le esigenze degli “altri”, superare gli stereotipi e quindi confrontarsi efficacemente e collaborare per trovare soluzioni legittime e di mutuo gradimento.

L’obiettivo di una mediazione ambientale è sempre l’accordo?
No, come peraltro in tutte le mediazioni, anche in quelle ambientali si persegue l’ipotesi di accordo e intanto succedono tante altre cose, che vanno dall’essere ascoltati e informati con conseguente diminuzione/venir meno dell’avversarialità, al raggiungimento di soluzioni provvisorie (ma necessarie nel breve periodo anche per limitare i danni mentre prosegue il contenzioso), ad accordi parziali o relativi a vicende connesse e parallele. Ogni caso sta a sé e ho avuto modo di raccontare, in un recente articolo, un caso in cui i due enti pubblici hanno trovato un accordo davvero creativo e assolutamente inimmaginabile all’inizio della mediazione, che ha permesso non solo di chiudere il contenzioso in atto tra i due enti, ma anche di ottenere migliori vantaggi, per la collettività, a livello ambientale rispetto alla mera restituzione di denaro oggetto della controversia. In altri casi, il tavolo parte con la premessa condivisa che l’obiettivo del tavolo è altro rispetto a un accordo conciliativo tombale. Proprio nei giorni scorsi Regione Lombardia, Comune di Milano, Comune di Bresso, MM Spa e Parco Nord hanno siglato un documento che dà conto di quanto discusso, approfondito e concordato nella mediazione ambientale sulla realizzazione di una vasca di laminazione per le esondazioni del fiume Seveso. Ne posso parlare perché le parti hanno ritenuto opportuno rendere pubblico questo documento –reperibile sui siti istituzionali degli enti citati, con i relativi allegati- a beneficio di tutti gli stakeholder. In questa mediazione, al primo incontro è stato condivisa dalle parti la circostanza che il progetto della vasca Milano Parco Nord era ormai pressoché esecutivo, quindi non più modificabile o procrastinabile, e che l’obiettivo del tavolo sarebbe quindi stato quello di fare chiarezza sul progetto, di rispondere alle numerose domande e rilievi dei cittadini e del Comune di Bresso e di valutare insieme quanto potesse essere concesso e concordato, in particolare con riferimento agli indennizzi e compensazioni. Nell’incipit di tale documento, gli enti partecipanti hanno dichiarato l’apprezzamento per il dialogo tenutosi in seno alla mediazione ambientale e l’auspicio che “si favorisca l’utilizzo di strumenti operativi quali la mediazione ambientale, la progettazione partecipata e il dibattito pubblico al fine di creare sempre più contesti di confronto tra cittadini ed enti pubblici e di intervenire tempestivamente per prevenire e risolvere i conflitti ambientali”.

E’ pensabile agire nel contesto ambientale in un’ottica preventiva?
E’ auspicabile direi. Va da sé che sia preferibile agire con gli strumenti di ADR e metodologie partecipative –mediazione ambientale, dibattito pubblico, progettazione partecipata, appunto- quando gli interventi ambientali possono essere co-progettati o sono ancora modificabili e si può quindi tener conto dei rilievi e delle esigenze degli stakeholder, quando il conflitto non è incancrenito ed esacerbato anche per le ingenti risorse spese in annose vicende giudiziarie. Ci sono delle difficoltà e criticità che vanno conosciute ed affrontate, non vi è dubbio, ma ormai da anni anche in Italia si stanno realizzando varie esperienze di successo utilizzando tali strumenti nel settore ambientale e il vento soffia proprio in tale direzione. Io sono ottimista.

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Mediazione ambientale: il caso della vasca di laminazione del Seveso

14/11/2019
di Stefania Lattuille
Nel settembre scorso Regione Lombardia, Comune di Milano, Comune di Bresso, MM Spa e Parco Nord hanno siglato un documento che dà...
Nel settembre scorso Regione Lombardia, Comune di Milano, Comune di Bresso, MM Spa e Parco Nord hanno siglato un documento che dà conto di quanto discusso, approfondito e concordato nella mediazione ambientale sulla realizzazione di una vasca di laminazione per le esondazioni del fiume Seveso. Le parti presenti al tavolo della mediazione hanno ritenuto opportuno rendere pubblico... Read more »

Nel settembre scorso Regione Lombardia, Comune di Milano, Comune di Bresso, MM Spa e Parco Nord hanno siglato un documento che dà conto di quanto discusso, approfondito e concordato nella mediazione ambientale sulla realizzazione di una vasca di laminazione per le esondazioni del fiume Seveso.

Le parti presenti al tavolo della mediazione hanno ritenuto opportuno rendere pubblico questo documento –reperibile anche sui siti istituzionali degli enti citati, con i relativi allegati- a beneficio di tutti gli stakeholder.

In questa mediazione, al primo incontro è stato condivisa dalle parti la circostanza che il progetto della vasca Milano Parco Nord era ormai pressoché esecutivo, quindi non più modificabile o procrastinabile, e che l’obiettivo del tavolo sarebbe quindi stato quello di fare chiarezza sul progetto, di rispondere alle numerose domande e rilievi dei cittadini e del Comune di Bresso e di valutare insieme quanto potesse essere concesso e concordato, in particolare con riferimento agli indennizzi e compensazioni.

Nell’incipit di tale documento, gli enti partecipanti hanno dichiarato l’apprezzamento per il dialogo tenutosi in seno alla mediazione ambientale e l’auspicio che “si favorisca l’utilizzo di strumenti operativi quali la mediazione ambientale, la progettazione partecipata e il dibattito pubblico al fine di creare sempre più contesti di confronto tra cittadini ed enti pubblici e di intervenire tempestivamente per prevenire e risolvere i conflitti ambientali”.

I documenti relativi alla mediazione sono disponibili sul sito del Comune di Milano.

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Conflitti ambientali. Affrontarli con la mediazione per essere efficaci

15/03/2019
di Stefania Lattuille
E’ indubbiamente il tema del momento: come tutelare l’ambiente? Come invertire la rotta e salvare il pianeta? Come prevenire i...
E’ indubbiamente il tema del momento: come tutelare l’ambiente? Come invertire la rotta e salvare il pianeta? Come prevenire i disastri ambientali?Tante le competenze in gioco, tanti i possibili interventi per affrontare lo spinoso problema e promuovere reali cambiamenti nei tanti settori coinvolti. In materia di conflittualità in ambito ambientale, da anni è allo studio... Read more »

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E’ indubbiamente il tema del momento: come tutelare l’ambiente? Come invertire la rotta e salvare il pianeta? Come prevenire i disastri ambientali?Tante le competenze in gioco, tanti i possibili interventi per affrontare lo spinoso problema e promuovere reali cambiamenti nei tanti settori coinvolti.

In materia di conflittualità in ambito ambientale, da anni è allo studio e sperimentazione prima, ora in fase di espansione e consolidamento, l’idea di gestire i conflitti ambientali con lo strumento della mediazione.

Un professionista terzo –neutrale- facilitatore del dialogo e del negoziato tra le varie parti coinvolte dal conflitto in materia ambientale interviene così per creare uno spazio di confronto in cui la questione viene analizzata sentendo tutte le voci ed affrontata con spirito collaborativo, al fine di reperire soluzioni concrete che pongano fine al contenzioso, ovvero lo delimitino o anche solo a fare chiarezza e creare simmetria informativa tra le parti.

Nei mesi scorsi, è uscito su questo tema un e-book che fa il punto a partire da alcune esperienze significative: “Conflitti ambientali: mediazioni, transazioni, accordi”. Gli autori affrontano la materia portando le loro diverse competenze ed esperienze, approfondendo temi specifici connessi: cosa intendiamo per conflitti ambientali? Quali sono gli strumenti tradizionali per affrontarli? Come funziona e perché funziona bene la mediazione in ambito ambientale? Quali le criticità e le questioni aperte?

Stefania Lattuille, in chiusura, racconta nel dettaglio – a ciò autorizzata dalle parti avute in mediazione – il caso reale che ha seguito come mediatrice e che si è concluso con il primo accordo conciliativo tra due enti pubblici in seno alla sperimentazione effettuata con la Camera Arbitrale di Milano.

Per acquistare il libro: https://shop.wki.it/Wolters_Kluwer_Italia/eBook

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Seminario su Dibattito Pubblico e grandi opere

29/01/2018
di Agnese Bertello
Il 9 febbraio 2018, dalle 9,30 alle 13,30 a Firenze presso la Palazzina Reale in Piazza della Stazione 50 si svolge, nell’ambito...
Il 9 febbraio 2018, dalle 9,30 alle 13,30 a Firenze presso la Palazzina Reale in Piazza della Stazione 50 si svolge, nell’ambito della Settimana dell’Amministrazione aperta, un seminario su “DIBATTITO PUBBLICO E GRANDI OPERE” organizzato da AIP2 Italia – Associazione Italiana per la partecipazione pubblica, in collaborazione con gli Ordini degli Architetti e Ingegneri di Firenze. Il seminario,... Read more »

Il 9 febbraio 2018, dalle 9,30 alle 13,30 a Firenze presso la Palazzina Reale in Piazza della Stazione 50 si svolge, nell’ambito della Settimana dell’Amministrazione aperta, un seminario su “DIBATTITO PUBBLICO E GRANDI OPERE” organizzato da AIP2 Italia – Associazione Italiana per la partecipazione pubblica, in collaborazione con gli Ordini degli Architetti e Ingegneri di Firenze.

Il seminario, aperto al pubblico, è un’occasione per i professionisti,  per le amministrazioni pubbliche, per le imprese e per i cittadini: un’introduzione al nuovo strumento del Dibattito Pubblico, che richiede l’attivazione di nuove procedure e l’acquisizione di nuove competenze, finalizzate a migliorare la qualità della progettazione e l’efficacia delle decisioni pubbliche.

Sono previsti, oltre ai saluti dei promotori, gli interventi di:
Ilaria Casillo, vicepresidente della Commission Nationale du Dèbat Public francese, cura un’introduzione teorica: cos’è un Debat Public e quali sono i suoi obiettivi.
Ernesto Belisario, avvocato, membro del Team OGP costituito presso il Dipartimento della funzione pubblica, sviluppa un intervento su Amministrazione aperta, consultazione pubblica e trasparenza.
Andrea Pillon, consulente della Struttura tecnica di missione del MIT, spiega cosa prevede il decreto attuativo dell’art. 22 del Codice Appalti.
Francesca Gelli, membro dell’Autorità per la garanzia e la promozione della Partecipazione della Toscana, propone un intervento su com’è organizzato il Dibattito Pubblico regionale e come sono andate le prime esperienze.

 

dp

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Mediazione ambientale

12/07/2016
di Agnese Bertello
L’obiettivo principale che si propone il progetto è estendere l’applicazione dell’istituto della mediazione civile ai conflitti ambientali, diffondendo la cultura del dialogo...
L’obiettivo principale che si propone il progetto è estendere l’applicazione dell’istituto della mediazione civile ai conflitti ambientali, diffondendo la cultura del dialogo e della partecipazione, anche nell’ambito dei contenziosi che riguardano l’ambiente. Promotore dell’iniziativa, di cui è coordinatrice l’avv. Veronica Dini, è la Camera Arbitrale di Milano. Ascolto Attivo è partner del progetto, si è occupata della redazione delle linee... Read more »

L’obiettivo principale che si propone il progetto è estendere l’applicazione dell’istituto della mediazione civile ai conflitti ambientali, diffondendo la cultura del dialogo e della partecipazione, anche nell’ambito dei contenziosi che riguardano l’ambiente.

Promotore dell’iniziativa, di cui è coordinatrice l’avv. Veronica Dini, è la Camera Arbitrale di Milano. Ascolto Attivo è partner del progetto, si è occupata della redazione delle linee guida, della organizzazione e conduzione della simulazione di una mediazione a fini promozionali e della sperimentazione del progetto.

Avviato all’inizio del 2016, il progetto è articolato in tre fasi, con diversi momenti di confronto nazionale e internazionale, e si concluderà nel novembre 2016. E’ attualmente in corso la fase di sperimentazione su vari casi reali di conflitti ambientali.

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