Dibattito Pubblico

Giocare sul serio

18/07/2019
di Agnese Bertello
Riflessioni a margine del Serious Game condotto durante il Débat Public sul Piano Nazionale per la Gestione delle Materie e...
Riflessioni a margine del Serious Game condotto durante il Débat Public sul Piano Nazionale per la Gestione delle Materie e dei Rifiuti Radioattivi in Francia

Quando si avvia un percorso di progettazione partecipata in merito alla realizzazione di un qualche progetto infrastrutturale, la prima cosa che dicono i cittadini che partecipano è: “bisognava cominciare prima”. Quale che sia il momento in cui si avvia la fase di dialogo con il territorio, e per quanto questo sia aperto, c’è sempre un punto a monte, nell’asse temporale, in cui sarebbe stato meglio avviare il processo.

Questo “prima” è una dichiarazione di intenti: esprime una volontà, un bisogno di discutere di strategie, di scenari, di ricadute e implicazioni, prima di passare a ragionare con cognizione di causa degli aspetti relativi al singolo progetto. Il Dibattito Pubblico sul Piano Nazionale per la Gestione delle materie e dei rifiuti radioattivi è un dibattito che comincia “prima”, che vuole accogliere questa sfida.

C’è un rischio. Quando parliamo di strategie, di temi che evocano aspetti etici, esistenziali, siamo portati affrontare i temi a partire da quelle che riteniamo essere le nostre “posizioni”, le idee in cui ci riconosciamo, e soprattutto attraverso le quali vogliamo che gli altri ci riconoscano; posizioni che hanno un forte valore identitario e a cui difficilmente siamo disposti a rinunciare. Se si rimane su un piano esclusivamente teorico e ideale, quello che più spesso accade è che ciascuno resti dalla sua parte della barricata: così, però, il dialogo non è possibile e lo scambio non avviene. Come fare allora?

 

L’antropologo Gregory Bateson definiva soporifera quella modalità di pensiero che ci porta a rispondere in maniera tautologica a una domanda. “L’oppio fa dormire perché possiede una virtù dormitiva”, recitano i protagonisti di una pièce di Molière ripresa da Bateson nel suo “Verso un’ecologia della mente”. Nell’affrontare un tema generale, il rischio di lasciarsi cullare nel pensiero soporifero esiste; se non creiamo condizioni in cui è possibile uscire dai nostri schematismi, e restiamo, invece, intrappolati nei nostri modi di pensare e attaccati alle nostre posizioni, alle nostre “idées reçues”, l’elaborazione sarà soporifera: ne usciremo senza aver acquisito nuovi elementi di conoscenza e di elaborazione progettuale.
L’unico modo per evitare di finire in questa trappola, ci dice Bateson, è calarsi nella concretezza delle situazioni specifiche, partire da casi concreti e provare a immaginare come, in quella specifica situazione, sarebbe possibile intervenire. “Che cosa succede se?” è la domanda che attiva un pensiero non soporifero. Se poi nell’indagine sono coinvolti attori diversi, allora, è l’intelligenza collettiva che si mette in moto.

Proprio per scongiurare di cadere in questa trappola, la Commissione particolare che organizza il Débat Public sul Piano Nazionale per la Gestione delle Materie e dei rifiuti radioattivi, ha scelto di sperimentare modalità del tutto nuove di dialogo e confronto e ha proposto a laureati, laureandi in discipline legate a questi temi, sia scientifiche che umanistiche, di partecipare a un gioco di simulazione, chiamato Serious Game, messo a punto da un team internazionale attraverso un progetto europeo.

In maniera ardita, il Seriuos game colloca la riflessione su un tema da tutti percepito come iper-tecnico su un terreno concreto dove, a patire da una mappa iniziale definita, legata a uno scenario tecnologico e temporale specifico, a seconda delle carte prescelte, possono venire a crearsi una molteplicità di scenari alternativi, tutti realistici, rispetto ai quali i partecipanti sono invitati a condividere le loro valutazioni e considerazioni, le loro domande e i loro dubbi.

Il Serious game ha il pregio dei giochi di simulazione, ma, a differenza di questi, non obbliga i partecipanti ad assumere un ruolo in maniera definitiva, al contrario spinge a mettere in discussione il proprio punto di vista che è messo sotto pressione da una parte dai punti di vista “altri” espressi dai partecipanti al gioco, dall’altra dall’intrecciarsi di situazioni e casi concreti, definiti dalle carte e imprevedibili. La posizione o la visione più o meno approfondita, anche a seconda della dimestichezza con la tematica, con cui ciascuno dei partecipanti è entrato nel gioco è stata via via messa alla prova della realtà.

L’aver scelto come protagonisti di questo laboratorio studenti provenienti da percorsi di studi diversi – umanistico e scientifico – e originari di diverse regioni francesi è stato essenziale per la qualità dell’esperienza, perché ha fornito gli indispensabili elementi di complessità e di realtà e ha rivelato a tutti come anche un tema apparentemente iper-tecnico, come questo, sia in realtà sempre anche, se non soprattutto, sociale.

Nel corso della simulazione, che ho seguito per intero da osservatrice, i partecipanti hanno dimostrato una bella disponibilità a mettersi in gioco e una grande flessibilità mentale. L’entusiasmo che loro stessi hanno raccontato, anche nel momento finale di restituzione, è direttamente proporzionale al protagonismo che hanno potuto sperimentare. Ascoltarsi, interrogarsi insieme sulle questioni, vedere sotto diverse prospettive scenari di volta in volta nuovi, esplorare diverse ipotesi evitando di andare alla ricerca immediata della soluzione giusta: tutto questo è il contrario di un pensiero soporifero, è un reale processo di elaborazione di competenze e conoscenze.

L’atelier ha consentito di sensibilizzare e allenare alla complessità un target importante (futuri professionisti del settore), ha coinvolto, forse conquistato, i partecipanti che potranno essere megafono dell’iniziativa e continuare a dare il loro contributo. Obiettivi centrali. Oggi il compito più difficile è quello che aspetta la Commissione Particolare del DP. In che modo, infatti, si potrà valorizzare all’interno del Bilancio del DP un’esperienza così ricca e positiva e un’elaborazione così sfaccettata? Come tradurla in un contributo concreto all’elaborazione di una riflessione sulla gestione dei rifiuti radioattivi in Francia?

Il laboratorio si è concluso con un questionario individuale di valutazione dell’esperienza, poi condiviso nei tavoli di lavoro, in cui ai partecipanti è stato chiesto di indicare quali erano, a loro avviso, i punti di attenzione più importanti relativamente a questo tema, cosa sentivano di avere imparato e cosa li aveva maggiormente sorpresi. Nei gruppi, senza la presenza del facilitatore, i partecipanti hanno inoltre risposto a due domande precise: Qual è il processo ideale di costruzione di una decisione sulle materie e i rifiuti radioattivi? Quale contributo pensi che possa apportare la tua formazione specifica a questo tema?

Una lettura attenta di questo materiale sicuramente fornirà moltissimi stimoli, nello stesso tempo, personalmente, al fine di tradurre questo grande lavoro in un contributo concreto, credo sarebbe stato importante dotarsi di strumenti e modalità di analisi dei temi emersi scenario per scenario, dell’importanza che veniva loro assegnata e dalle sfaccettature che via via emergevano. In che modo, per esempio, di scenario in scenario cambiava il ruolo che veniva attribuito ai cittadini? E perché cambiava? Reagendo a quali sollecitazioni?

Un’ultima riflessione riguarda l’Italia. Ho cominciato questa esperienza da osservatrice per un interesse personale verso il tema della costruzione condivisa di conoscenza su temi scientifici complessi, perché credo sia il nodo di molte questioni sul tavolo oggi, e anche con l’intenzione di capire se, come, con quali adeguamenti, quest’esperienza del Dibattito Pubblico sui rifiuti radioattivi possa essere applicata al contesto italiano.

Nel nostro paese, la scelta di rinunciare al nucleare, come fonte di energia, ha trasformato il tema in un tabù: eppure i rifiuti radioattivi ci sono e vanno gestiti in sicurezza. Negli ultimi anni, l’attenzione è stata focalizzata sull’individuazione del sito per il Deposito Unico in cui collocare i rifiuti radioattivi. In questo contesto, credo che sarebbe di vitale importanza, invece, avviare un processo che puntasse a costruire una base conoscitiva condivisa – non solo informazioni, ma conoscenze, competenze condivise – prima di discutere della localizzazione del Deposito Unico. Vista dall’Italia, questa esperienza rappresenta un’occasione eccezionale per riflettere sul tipo di processo che potrebbe essere avviato: aprire un canale di confronto con i giovani, e i futuri professionisti, con una modalità così ricca, come il Serious Game, potrebbe essere molto interessante soprattutto se adottata con continuità.

 

In questa immagine, il gruppo di studenti e giovani professionisti che hanno partecipato al serious game. Tutte le immagini pubblicate a corredo dell’articolo sono tratte dal sito del Dibattito Pubblico PNGMDR e rappresentano alcuni momenti dei diversi incontri tenutisi tra aprile e luglio in tutta la Francia. 

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Percorso partecipativo impianti di compostaggio a Roma

03/10/2018
di Agnese Bertello
Ascolto Attivo è stata incaricata dal Comune di Roma e AMA di ideare e coordinare un percorso di progettazione partecipata...
Ascolto Attivo è stata incaricata dal Comune di Roma e AMA di ideare e coordinare un percorso di progettazione partecipata nei Municipi XIII e XV di Roma in merito alla realizzazione di 2 impianti di compostaggio dell’umido. Il 5 ottobre 2018 si è tenuta la Conferenza stampa che ha ufficializzato l’avvio del percorso che si... Read more »

Ascolto Attivo è stata incaricata dal Comune di Roma e AMA di ideare e coordinare un percorso di progettazione partecipata nei Municipi XIII e XV di Roma in merito alla realizzazione di 2 impianti di compostaggio dell’umido.

Il 5 ottobre 2018 si è tenuta la Conferenza stampa che ha ufficializzato l’avvio del percorso che si concluderà a gennaio 2019 con la consegna ad AMA delle Linee Guida, un documento finale, condiviso dai partecipanti, che elabora tutti i contenuti emersi in merito al tema della gestione della raccolta differenziata e della realizzazione degli impianti di compostaggio.

L’approccio proposto vuole creare un contesto in cui innanzitutto elaborare in maniera condivisa una visione sui temi dell’ambiente, dell’energia circolare, della gestione dei rifiuti, per poi passare ad affrontare nello specifico tutti gli aspetti legati al progetto, valutando criticità, alternative, proposte.

I primi incontri si sono tenuti il 22 (Municipio XIII) e il 23 ottobre 2018 (Municipio XV). Il secondo incontro del Municipio XIII, in merito al tema delle localizzazioni, si è svolto il 6 novembre alle ore 18,30 presso la sala polifunzionale del Parco della Cellulosa.  Il 16 novembre alle ore 14,30 i rappresentanti dei Comitati hanno guidato i cittadini e i rappresentanti delle istituzioni in un sopralluogo nei siti individuati. Nella stessa giornata, a partire dalle 18, presso la Sala polifunzionale del Parco della Cellulosa, si è tenuta la cabina di regia per l’organizzazione di una mostra multimediale sul tema degli impianti di compostaggio, la raccolta differenziata e la frazione organica dei rifiuti.

Il 1 dicembre 2018, presso l’Istituto Comprensivo Enzo Biagi, si è svolto un nuovo incontro nel Municipio XV: si è trattato di un incontro che ha consentito di ripercorrere la strada fatta nei due municipi e di lavorare alla progettazione della prossima mostra multimediale partecipata. Durante l’incontro, l’associazione Nova Galeria ha presentato una nuova proposta per la realizzazione di un impianto di compostaggio di dimensioni ridotte in una località diversa.

Il 12 gennaio 2019 si è svolta la mostra “Impianti di compostaggio, ciclo dei rifiuti e autentica partecipazione”. Una mostra multimediale partecipata realizzata con i contributi e le competenze di tutti coloro che hanno preso parte al percorso: abitanti, esperti, rappresentanti delle istituzioni e di AMA.

È una mostra che racconta in maniera trasparente quello che è emerso e quello che abbiamo imparato da questo confronto, che evidenzia gli aspetti critici e che può servire a costruire un nuovo modello di progettazione e intervento per affrontare questa sfida vitale per il nostro futuro.

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Dibattito Pubblico Progetto Navigli

14/09/2018
di Agnese Bertello
A Milano, a giugno 2018, è partito il Dibattito Pubblico sulla riapertura dei Navigli, gli antichi canali, disegnati da Leonardo, che...
A Milano, a giugno 2018, è partito il Dibattito Pubblico sulla riapertura dei Navigli, gli antichi canali, disegnati da Leonardo, che attraversavano la città. Il Comune ha scelto di sottoporre a Dibattito Pubblico il progetto di recupero, realizzato da MM spa, che prevede la riapertura di 5 tratti dell’antico tracciato del Naviglio. Il coordinamento del Dibattito... Read more »

A Milano, a giugno 2018, è partito il Dibattito Pubblico sulla riapertura dei Navigli, gli antichi canali, disegnati da Leonardo, che attraversavano la città. Il Comune ha scelto di sottoporre a Dibattito Pubblico il progetto di recupero, realizzato da MM spa, che prevede la riapertura di 5 tratti dell’antico tracciato del Naviglio.

Il coordinamento del Dibattito Pubblico è stato affidato ad Andrea Pillon.
Ascolto Attivo, con Agnese Bertello, ha fatto parte del team dei facilitatori.
Dopo la presentazione ufficiale del progetto, nel mese di luglio 2018 sono stati organizzati 5 incontri pubblici nelle 5 zone della città direttamente toccate dall’intervento.
Gli incontri hanno previsto momenti iniziali di presentazione dei progetti e delle caratteristiche delle singole tratte, tavoli di discussione coordinati da facilitatori, restituzione finale. I report dei tavoli di discussione sono disponibili on line.

A questi cinque incontri, se ne sono aggiunti altri organizzati direttamente da associazioni, gruppi di cittadini e altri attori interessati al tema. A fine luglio è stato organizzato un incontro conclusivo su temi specifici (economici, ambientali).

Il dossier conclusivo del coordinatore del Dibattito Pubblico sarà presentato a settembre.

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Oltre il giardino: Dibattito Pubblico e Energia /Festival dell’Energia 2018

31/05/2018
di Agnese Bertello
Triennale di Milano, 8 giugno 2018 – ore 14,30 Working Group, all’interno del programma dell’XI edizione del Festival dell’Energia, con...
Triennale di Milano, 8 giugno 2018 – ore 14,30 Working Group, all’interno del programma dell’XI edizione del Festival dell’Energia, con aziende del settore energetico, istituzioni ed esperti di partecipazione sull’introduzione del Dibattito Pubblico. Cambia il modo con cui cittadini e imprese si rapporteranno per progettare il futuro del territorio: nuove regole, nuove consapevolezze, nuovo slancio... Read more »

Triennale di Milano,
8 giugno 2018 – ore 14,30

Working Group, all’interno del programma dell’XI edizione del Festival dell’Energia, con aziende del settore energetico, istituzioni ed esperti di partecipazione sull’introduzione del Dibattito Pubblico. Cambia il modo con cui cittadini e imprese si rapporteranno per progettare il futuro del territorio: nuove regole, nuove consapevolezze, nuovo slancio allo sviluppo?

Coordina: Agnese Bertello, Ascolto Attivo srl
Partecipano:
Gianni Bessi, Regione Emilia Romagna
Rosa Berlingieri, LUISS
Tommaso Cassata, Consigliere delegato e Chief Operating Officer, Asja Ambiente Italia SpA
Federico Colosi, Direttore relazioni esterne, Sogin
Antonio Floridia, Agenzia Toscana per la Partecipazione
Mario Giampaolo, LUISS
Lorenzo Lipparini, Assessore alla Trasparenza e Partecipazione Comune di Milano
Giuseppe Meduri, Direzione relazioni istituzionali, a2a
Luca Montani, Direttore comunicazione, MM
Andrea Pillon, Avventura Urbana
Alberto Pirni, Scuola Universitaria Sant’Anna Pisa
Roberto Potì, Executive Vicepresident Edison
Davide Sempio, Senior Stakeholder Relations Coordinator, Snam TAP
Claudio Velardi, FOR
Regione Lombardia*
*tbd

freccia viola Festival dell’Energia

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Seminario su Dibattito Pubblico e grandi opere

29/01/2018
di Agnese Bertello
Il 9 febbraio 2018, dalle 9,30 alle 13,30 a Firenze presso la Palazzina Reale in Piazza della Stazione 50 si svolge, nell’ambito...
Il 9 febbraio 2018, dalle 9,30 alle 13,30 a Firenze presso la Palazzina Reale in Piazza della Stazione 50 si svolge, nell’ambito della Settimana dell’Amministrazione aperta, un seminario su “DIBATTITO PUBBLICO E GRANDI OPERE” organizzato da AIP2 Italia – Associazione Italiana per la partecipazione pubblica, in collaborazione con gli Ordini degli Architetti e Ingegneri di Firenze. Il seminario,... Read more »

Il 9 febbraio 2018, dalle 9,30 alle 13,30 a Firenze presso la Palazzina Reale in Piazza della Stazione 50 si svolge, nell’ambito della Settimana dell’Amministrazione aperta, un seminario su “DIBATTITO PUBBLICO E GRANDI OPERE” organizzato da AIP2 Italia – Associazione Italiana per la partecipazione pubblica, in collaborazione con gli Ordini degli Architetti e Ingegneri di Firenze.

Il seminario, aperto al pubblico, è un’occasione per i professionisti,  per le amministrazioni pubbliche, per le imprese e per i cittadini: un’introduzione al nuovo strumento del Dibattito Pubblico, che richiede l’attivazione di nuove procedure e l’acquisizione di nuove competenze, finalizzate a migliorare la qualità della progettazione e l’efficacia delle decisioni pubbliche.

Sono previsti, oltre ai saluti dei promotori, gli interventi di:
Ilaria Casillo, vicepresidente della Commission Nationale du Dèbat Public francese, cura un’introduzione teorica: cos’è un Debat Public e quali sono i suoi obiettivi.
Ernesto Belisario, avvocato, membro del Team OGP costituito presso il Dipartimento della funzione pubblica, sviluppa un intervento su Amministrazione aperta, consultazione pubblica e trasparenza.
Andrea Pillon, consulente della Struttura tecnica di missione del MIT, spiega cosa prevede il decreto attuativo dell’art. 22 del Codice Appalti.
Francesca Gelli, membro dell’Autorità per la garanzia e la promozione della Partecipazione della Toscana, propone un intervento su com’è organizzato il Dibattito Pubblico regionale e come sono andate le prime esperienze.

 

dp

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