gestione dei conflitti

L’esperienza pratica nella mediazione dei conflitti ambientali

08/04/2021
di Stefania Lattuille
Questo articolo è uscito sul sito dei contratti di fiume, contrattidifiume.it   La mediazione ambientale Da qualche anno anche in Italia,...
Questo articolo è uscito sul sito dei contratti di fiume, contrattidifiume.it   La mediazione ambientale Da qualche anno anche in Italia, come in tutti i paesi dell’Occidente, si sta sempre più affermando il ricorso a strumenti di gestione dei conflitti attinenti l’ambiente alternativi rispetto al ricorso all’autorità giudiziale. I conflitti ambientali, com’è noto sempre più accesi... Read more »

Questo articolo è uscito sul sito dei contratti di fiume, contrattidifiume.it

 

La mediazione ambientale

Da qualche anno anche in Italia, come in tutti i paesi dell’Occidente, si sta sempre più affermando il ricorso a strumenti di gestione dei conflitti attinenti l’ambiente alternativi rispetto al ricorso all’autorità giudiziale.

I conflitti ambientali, com’è noto sempre più accesi e frequenti per l’acuita sensibilità alle tematiche ambientali del nostro tempo, sono particolarmente complessi in relazione alle loro peculiari caratteristiche: la pluralità degli attori coinvolti e quindi dei diversi interessi in gioco; la necessità di interventi spesso urgenti -anche al fine di limitare i danni ambientali- con un focus specifico sulle soluzioni concrete future (oltre che sulla ricerca dei responsabili); le difficoltà poste dai paletti burocratici entro i quali si devono muovere gli enti pubblici, oltre alla scarsità di risorse, economiche e non, disponibili e destinabili a tali interventi.

Nonostante la suddetta complessità, dall’esperienza maturata emerge quanto sia proficuo per la gestione e risoluzione dei conflitti ambientali, da una parte, il coinvolgimento di tutti i portatori di interesse rispetto alla questione trattata e della comunità circostante; dall’altra, la creazione di appositi spazi di dialogo e confronto facilitato. Spazi che, grazie alla specifica professionalità di mediatori facilitatori, consentono il vaglio degli interessi e preoccupazioni di tutti e l’approfondita analisi delle opzioni conciliative, arrivando così al raggiungimento di accordi che risolvono il conflitto, spesso con esiti inediti e creativi, oltre che soddisfacenti per tutti.

In tutti i paesi, compresi Stati Uniti e Canada che per primi già dagli anni ‘80 hanno cominciato a praticare la mediazione ambientale, la moltiplicazione di questa pratica, il suo perfezionamento e la sua istituzionalizzazione sono andati di pari passo con l’ampliamento di procedure di concertazione, di progettazione partecipata e dibattito pubblico che hanno in comune il dare spazio alla partecipazione degli abitanti e degli interessati al tema in questione.

In particolare, e in sintesi, la mediazione ambientale, che consiste appunto nell’intervento di un terzo professionista imparziale che aiuta i partecipanti a comunicare, a confrontarsi e a negoziare in modo da raggiungere accordi e prendere decisioni condivise, consente di:

  • modificare in senso positivo la relazione tra le parti, migliorando la comunicazione e la capacità di negoziale di tutti;
  • facilitare l’emersione di soluzioni utili alla definizione dei problemi e quindi al proseguimento dei rapporti tra le parti,
  • risolvere il problema di natura ambientale attraverso soluzioni concrete e creative, difficilmente ottenibili nelle sedi giudiziarie, e in tempi molto più brevi rispetto al percorso giudiziale;
  • ottenere soluzioni più aderenti alle peculiarità della lite, non imposte da un terzo ma individuate dalle parti (e quindi soddisfacenti i loro reali interessi e bisogni), come tali più efficaci, stabili e durature;
  • raggiungere l’obiettivo primario, indicato dalla normativa in materia di danno ambientale, cioè il ripristino dello stato dei luoghi, intervenendo in modo tempestivo e talvolta preventivo;
  • raggiungere la soluzione del conflitto con costi inferiori, mantenendo la riservatezza ed evitando il rischio, per gli operatori economici e gli Enti Locali, di interruzione o sospensione dei lavori nel caso di realizzazione di opere edili o infrastrutturali;
  • migliorare l’immagine di tutti i soggetti coinvolti e creare consenso con positive ricadute sulla necessaria prosecuzione del rapporto in ambito territoriale;
  • permettere la responsabilizzazione delle parti in lite che si riappropriano del loro conflitto condividendo insieme la ricerca di una soluzione conciliativa.

L’esperienza pratica
Su stimolo di Ersaf –grazie alla consulenza di Genius Loci – e di Regione Lombardia, dal settembre 2019 al marzo 2020 si è svolta una mediazione ambientale relativa alle divergenze sorte in merito al progetto di “Recupero del corso della roggia dell’Orrido di Inverigo con separazione del collettore fognario”, progetto da realizzare all’interno dell’area del paesaggio rurale dell’Orrido e del Viale dei Cipressi di Inverigo (Como).

A tale mediazione ambientale hanno preso parte 11 diversi enti, ovvero tutti gli enti pubblici territoriali interessati, le società impegnate nella realizzazione dell’opera di riqualificazione, i vari consulenti tecnici incaricati dagli enti, la società proprietaria di una porzione rilevante dell’aerea e due associazioni di cittadini attivi nella tutela del loro territorio.

Stefania Lattuille, come mediatrice incaricata in relazione alla specifica competenza in materia di mediazione ambientale, ha organizzato e facilitato i lavori del tavolo di mediazione nei sette incontri tenutisi nel suddetto arco temporale, all’ultimo dei quali è emersa la volontà di rendere pubblico un dossier riassuntivo del percorso di mediazione ambientale per consentire la conoscenza di quanto esaminato, approfondito e discusso e per dare atto dell’esito del confronto, a beneficio di tutti i portatori di interesse rispetto alla questione trattata.

 

Nel dossier finale  si trova quindi il racconto del percorso di mediazione con una sintesi dei contenuti degli incontri, tutta la documentazione condivisa e discussa, il raffronto grafico tra il progetto esecutivo iniziale -criticato dalla comunità locale- e quello in variante emerso all’esito del confronto avvenuto in mediazione, nonchè la nuova Convenzione, sottoscritta nel dicembre 2020, che regola i rapporti tra i vari enti pubblici coinvolti nella realizzazione dell’opera di recupero della roggia.

Nella nuova Convenzione si fanno propri gli esiti del percorso di mediazione ambientale promuovendo la realizzazione del progetto di variante esecutivo delle opere emerso grazie alla mediazione ambientale; inoltre, per “proseguire il percorso virtuoso avviato con tale esperienza”, si prevede il coinvolgimento degli attori anche durante la realizzazione dell’opera, con incontri informativi dello stato di avanzamento lavori e di confronto in caso di ulteriori eventuali varianti necessarie.

Grazie alla descritta mediazione ambientale, non solo si è così risolta la disputa con i rappresentanti della comunità locale, evitando l’annoso contenzioso che ne sarebbe scaturito e che avrebbe potuto bloccare la realizzazione dell’opera (si ricorda, tesa a migliorare i problemi di inquinamento della roggia), ma sul territorio interessato verrà ora realizzato un progetto definito, dagli stessi partecipanti al tavolo, come migliore rispetto a quello iniziale, perché frutto dell’intelligenza collettiva che ha potuto esprimersi nello spazio di dialogo e confronto creato ed è così riuscita a contemperare i diversi interessi in gioco e ad armonizzare gli aspetti tecnici con quelli valoriali, superando il contrasto tra la soluzione tecnica prescelta e la tutela storico/paesaggistica del luogo.

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A new appetite for the future

19/12/2019
di Agnese Bertello
In una recente Conferenza a Amsterdam (28 novembre 2019) su “The State of Conflict“, ovvero come ci appaiono le nostre...
In una recente Conferenza a Amsterdam (28 novembre 2019) su “The State of Conflict“, ovvero come ci appaiono le nostre società e istituzioni se le guardiamo attraverso la lente dei conflitti che le attraversano, tutti gli interventi pur con diverse angolazioni hanno illustrato una tesi che condivido (ero una delle keynote speakers), ovvero che non... Read more »

In una recente Conferenza a Amsterdam (28 novembre 2019) su “The State of Conflict“, ovvero come ci appaiono le nostre società e istituzioni se le guardiamo attraverso la lente dei conflitti che le attraversano, tutti gli interventi pur con diverse angolazioni hanno illustrato una tesi che condivido (ero una delle keynote speakers), ovvero che non esiste soluzione dei conflitti piccoli o grandi nel mondo di oggi, in assenza di futuro. Uno degli oratori, Maarten Hajer nel suo intervento intitolato ” A Soft Space Theory of Politics. Facing the limits of argumentation in a worked-up world” ( “Una teoria politica basata su spazi morbidi. I limiti dell’argomentazione in un mondo complesso”) ha posto la domanda: “How can we give people a new appetite for the future?” 

Mi sembra una buona domanda.

Presentazione di Marianella Sclavi al
convegno The State of Conflict 2019

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Migrazioni: complessità e conflitto

05/07/2019
di Agnese Bertello
Agnese Bertello è stata tra le formatrici del corso “Migrazioni: complessità e conflitto”. Obiettivo del progetto è quello di dare una...
Agnese Bertello è stata tra le formatrici del corso “Migrazioni: complessità e conflitto”. Obiettivo del progetto è quello di dare una risposta al bisogno formativo di tutti quegli operatori, insegnanti, professionisti e volontari che si misurano con simili questioni. Si tratta di un percorso di formazione e ricerca: gli incontri di approfondimento in aula riguarderanno non... Read more »

Agnese Bertello è stata tra le formatrici del corso “Migrazioni: complessità e conflitto”. Obiettivo del progetto è quello di dare una risposta al bisogno formativo di tutti quegli operatori, insegnanti, professionisti e volontari che si misurano con simili questioni. Si tratta di un percorso di formazione e ricerca: gli incontri di approfondimento in aula riguarderanno non solo i temi più strettamente connessi alle migrazioni, ma anche la metodologia della ricerca sociale.

In questo ambito, Ascolto Attivo ha proposto un incontro formativo (4 ore) sugli strumenti della progettazione partecipata e della facilitazione come strumenti per rendere protagonisti insieme migranti e cittadini italiani nella coprogettazione di soluzioni condivise per affrontare insieme e in maniera creativa le sfide di un nuovo sviluppo.

 

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Gestione creativa dei conflitti e didattica laboratoriale

21/04/2017
di Agnese Bertello
Tornano i seminari rivolti agli insegnanti in collaborazione con l’associazione Paesaggi Educativi. Dal 18 al 21 luglio 2017 saremo a...
Tornano i seminari rivolti agli insegnanti in collaborazione con l’associazione Paesaggi Educativi. Dal 18 al 21 luglio 2017 saremo a San Giovanni in Galilea per 4 giorni intensi di lavoro insieme con Gabriella Giornelli, Susan George e Alessandra Zagli. Programma Martedì 18 luglio (pomeriggio) e mercoledì 19 luglio Fare rabdomanzia ovunque attraverso la Teoria U e... Read more »

Tornano i seminari rivolti agli insegnanti in collaborazione con l’associazione Paesaggi Educativi.
Dal 18 al 21 luglio 2017 saremo a San Giovanni in Galilea per 4 giorni intensi di lavoro insieme con Gabriella Giornelli, Susan George e Alessandra Zagli.

Programma

Martedì 18 luglio (pomeriggio) e mercoledì 19 luglio
Fare rabdomanzia ovunque attraverso la Teoria U e il Social Presencing Theatre Susan George (AIP2), Alessandra Zagli (Lama Development and Cooperation Agency)

Giovedì 20 luglio
L’insegnante mediatore: esperienze a scuola di facilitazione degli apprendimenti e delle
relazioni
Gabriella Giornelli (Paesaggi Educativi)

Venerdì 21 luglio
Esperienze di facilitazione e mediazione in contesti multiparte
Agnese Bertello e Marianella Sclavi (Ascolto Attivo)

Sabato 22 luglio (mattina)
Gestione dei conflitti e humor
Marianella Sclavi (Ascolto Attivo)

Pacchetti
18 – 19 luglio: 100€ 20 luglio: 50€
21 luglio: 50€
22 luglio: 30€
18 – 22 luglio: 180€

Iscrizioni
lellagiornelli@alice.it; abazzocchi@alice.it.
Pernottamento e pasti: nel paese di San Giovanni in Galilea e nei dintorni si trova possibilità di vitto e alloggio a basso costo.

Scarica la presentazione e il modulo d’iscrizione

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La facilitazione è un campo aperto

28/02/2017
di Agnese Bertello
Al via i seminari proposti da Ascolto Attivo. Tre temi, tre giornate di lavoro e di confronto. A scuola. Nelle...
Al via i seminari proposti da Ascolto Attivo. Tre temi, tre giornate di lavoro e di confronto. A scuola. Nelle aziende. Nelle associazioni. In politica. Tra amministratori e cittadini. Nei condomini… La facilitazione non ha ambiti predefiniti. È un campo aperto, tutto da arare. C’è bisogno di bravi leader facilitativi che, oltre a conoscere le... Read more »

Al via i seminari proposti da Ascolto Attivo. Tre temi, tre giornate di lavoro e di confronto.

A scuola. Nelle aziende. Nelle associazioni. In politica. Tra amministratori e cittadini. Nei condomini… La facilitazione non ha ambiti predefiniti. È un campo aperto, tutto da arare.
C’è bisogno di bravi leader facilitativi che, oltre a conoscere le tecniche, sappiano leggere il contesto e ascoltare i protagonisti, per rendere possibile il cambiamento.
Ascolto Attivo propone tre laboratori per ragionare a partire da esperienze concrete sull’arte di ascoltare e di facilitare in tre contesti diversi.

15 maggio 2017
Gestione dei conflitti e Humor
Marianella Sclavi, Yoga Patti
1. Pensiero Soporifero a go go
Gregory Bateson, Moliere e le spiegazioni soporifere: come funziona questo sedativo della mente.
Epistemologia dominante: oggettivo-soggettivo e causa-effetto versus gli organismi operano e pensano in base ad archi di possibilità.
2. Umorismo e Ascolto Esplor-Attivo!
Palestre: Umorismo e buona comunicazione interculturale (esempi vari, racconti, mappe)
3. Esercizi bisociativi a piccoli gruppi
4.Ragionare in “ordinariese” o per “incidenti critici”
Wittgenstein su eccezione e regola. Mondi possibili.

16 maggio 2017
Mediazione in contesti multiparte
Stefania Lattuille, Mario Dotti
Che cos’è un contesto multi-parte? Quali sono i problemi tipici di questi contesti? Come affrontarli?
Principi, competenze e metodologie del facilitatore-mediatore. Esperienze pratiche.

17 maggio 2017
Democrazia deliberativa e democrazia sperimentale
Agnese Bertello
La progettazione partecipata è uno strumento per sperimentare nuove forme di democrazia deliberativa. Questo è vero solo se riusciamo a condurre un processo inclusivo, che attivi davvero le competenze degli individui e generi una leadership facilitativa diffusa. Come ci si riesce?
Ci confronteremo insieme a partire da esperienze concrete, ragionando su strumenti, approcci e metodologie.

 

Dove
Ascolto Attivo – Viale Caldara 44, Milano
(MM3 – Crocetta)

Orario
14,30 – 19,00

Docenti
Agnese Bertello, Stefania Lattuille, Marianella Sclavi (ascoltattiviste), Mario Dotti e Yoga Patti.

Costo
120 euro per ciascun laboratorio.
AA-Addicted: sconto 15% per chi s’iscrive a tutti e tre i laboratori.

Info e iscrizioni
info@ascoltoattivo.net
Le iscrizioni si chiudono entro il 1/5/2017. I laboratori saranno attivati con la presenza di almeno 15 partecipanti.

Scarica la presentazione

 

 

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